Alluce valgo: tutto quello che devi sapere per prevenirlo e trattarlo

Se soffri di alluce valgo, sai bene quanto questa patologia possa essere fastidiosa e limitante. Si tratta di una deformità del piede che provoca una deviazione dell’alluce verso l’interno e una protuberanza ossea sul bordo esterno del primo metatarso. Questo altera la forma e la funzione del piede, causando dolore, infiammazione, problemi a camminare e a calzare le scarpe. Inoltre, l’alluce valgo può favorire l’insorgenza di altre patologie come le dita a martello, le metatarsalgie e le callosità.

Indice

Ma quali sono le cause che scatenano l’alluce valgo? Come si può prevenire e trattare questa condizione? In questo articolo ti daremo tutte le informazioni utili sull’alluce valgo, i suoi sintomi, le sue origini e le possibili soluzioni.

 

Le cause dell’alluce valgo

 

L’alluce valgo non è una semplice “cipolla” o “nodo”, ma il risultato di un disequilibrio biomeccanico del piede, che si verifica quando lo scheletro e le sue articolazioni manifestano dei punti deboli. Questi punti deboli possono essere dovuti a fattori ereditari, ormonali, metabolici o ambientali.

Da un punto di vista biomeccanico, il piede predisposto all’alluce valgo sopporta un eccessivo carico mediale in fase dinamica, cioè quando il piede si appoggia al suolo e si spinge in avanti. In questa fase, i cinque metatarsi dovrebbero distribuire il peso in modo equilibrato, ma nel caso dell’alluce valgo il primo metatarso tende ad allargarsi verso l’interno (varismo) mentre l’alluce si devia verso l’esterno (valgismo).

Questo meccanismo altera i rapporti articolari tra il primo metatarso e la prima falange dell’alluce, provocando una deformazione progressiva e irreversibile.

 

Alcuni fattori che possono favorire l’insorgenza dell’alluce valgo sono:

● una predisposizione genetica, che determina la forma e la struttura del piede;

● una alterazione ormonale o metabolica, che può influenzare la densità ossea e la qualità dei tessuti;

● l’uso di calzature strette, scomode o con tacchi alti, che esercitano una pressione anomala sulle dita del piede;

● un sovrappeso o un’obesità, che aumentano il carico sulle articolazioni del piede;

● un’attività fisica intensa o scorretta, che può causare traumi o microtraumi ripetuti sul piede.

 

L’alluce valgo può essere asintomatico o presentare diversi sintomi a seconda della gravità della deformità e della presenza di complicazioni. I sintomi più comuni sono:

● dolore al primo metatarso o all’alluce, soprattutto durante la deambulazione o il contatto con la calzatura;

● Infiammazione della borsa sierosa mediale, una sacca piena di liquido che protegge l’articolazione tra il primo metatarso e la prima falange;

● arrossamento, gonfiore e calore locale nella zona della sporgenza ossea;

● riduzione della mobilità dell’alluce e difficoltà a fletterlo o estenderlo;

● alterazione dell’appoggio plantare e della distribuzione del peso sul piede;

● comparsa di altre deformità come le dita a martello, le metatarsalgie (dolore alle teste dei metatarsi) e le callosità (ispessimenti cutanei dovuti all’attrito).

 

 

 

Come prevenire e curare l’alluce valgo

 

L’alluce valgo è una patologia progressiva e irreversibile, che richiede una diagnosi precoce e un trattamento adeguato per evitare conseguenze negative sulla salute del piede e sulla qualità della vita. Esistono diverse opzioni terapeutiche per l’alluce valgo, che vanno dalla prevenzione alla chirurgia, a seconda della gravità del caso e delle esigenze del paziente.

 

La prevenzione è fondamentale per rallentare l’evoluzione della deformità e per ridurre il rischio di complicazioni. Alcune misure preventive sono:

● usare amplicettori / plantari, che correggano eventuali disallineamenti del piede e che distribuiscano il peso in modo uniforme;

● scegliere calzature comode, ampie e con tacchi bassi, che non comprimano le dita del piede e che favoriscano una corretta postura;

● mantenere un peso corporeo adeguato, per non sovraccaricare le articolazioni del piede;

● praticare una moderata attività fisica, che rinforzi i muscoli e i legamenti del piede e che stimoli la circolazione sanguigna;

● eseguire esercizi di allungamento e mobilizzazione dell’alluce e delle altre dita del piede, per mantenere la flessibilità e la funzionalità articolare.

 

Il trattamento conservativo è indicato per i casi lievi o moderati di alluce valgo, o per i pazienti che non possono o non vogliono sottoporsi a un intervento chirurgico. Il trattamento conservativo ha lo scopo di alleviare il dolore, ridurre l’infiammazione, migliorare la mobilità dell’alluce e prevenire l’aggravamento della deformità. Il trattamento conservativo può comprendere:

● l’applicazione di ghiaccio, antinfiammatori o pomate sulla zona dolente;

● l’uso di protezioni o cuscinetti morbidi sulla sporgenza ossea, per evitare lo sfregamento con la calzatura;

● l’impiego di dispositivi correttivi come le separatori interdigitali o le steccature notturne, che tentano di riportare l’alluce nella sua posizione naturale;

● la fisioterapia, che può aiutare a rilassare i muscoli e i tendini del piede e a ripristinare la funzione articolare;

● le infiltrazioni di cortisone, che possono essere utilizzate in casi di forte dolore o infiammazione refrattari ad altri trattamenti.

 

Il trattamento chirurgico, invece, è riservato ai casi gravi o invalidanti, o a quelli in cui il trattamento conservativo non ha dato risultati soddisfacenti. Il trattamento chirurgico consiste nell’eliminare la sporgenza ossea e nel riposizionare il primo metatarso e l’alluce in modo da ripristinare i normali rapporti articolari. Esistono diverse tecniche chirurgiche per l’alluce valgo, che variano in base al tipo e al grado di deformità, alla condizione dell’articolazione, all’età e allo stile di vita del paziente.

 

In generale, le tecniche chirurgiche si possono dividere in:

● tecniche percutanee o mini-invasive, che prevedono piccole incisioni sulla pelle e l’uso di strumenti sottili per tagliare e rimodellare l’osso senza aprire l’articolazione:

● tecniche aperte o tradizionali, che richiedono incisioni più ampie e l’esposizione dell’articolazione per effettuare osteotomie (tagli ossei) o artrodesi (fissazioni articolari) con l’ausilio di viti, placche o fili metallici.

 

Il recupero dopo un intervento chirurgico per l’alluce valgo dipende dalla tecnica utilizzata e dalle condizioni del paziente. In generale, si consiglia di riposare il piede operato per alcuni giorni o settimane, evitando di appoggiarlo al suolo o di caricarlo. Si può usare una scarpa post-operatoria o un tutore per proteggere il piede e facilitarne il movimento. Si possono eseguire esercizi di riabilitazione per recuperare la forza e la flessibilità del piede. Si possono assumere farmaci antidolorifici o antinfiammatori per controllare il dolore o il gonfiore.

 

 

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